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+Federalismo, europeo e municipale.

di Valerio Federico
Il federalismo unisce i popoli nelle loro differenze, porta ad affrontare insieme i problemi, a condividere responsabilità e rischi; permette ai singoli Stati, alle città, alle regioni, di incidere, anche e soprattutto a quelle che – sole – non sarebbero in grado; garantisce libertà, autonomia e responsabilità in ambito locale.
Oggi più che mai +Europa afferma la priorità di un assetto federale che preveda una distribuzione equilibrata della sovranità’ tra i vari poteri e livelli istituzionali.
I centri del cambiamento sovranazionale sono anche, sempre di più, le città: da una parte il governo taglia i trasferimenti dallo Stato centrale ai comuni – 1 miliardo di euro per il “piano periferie” non solo per il futuro, ma anche per il passato; dall’altra, nel cosiddetto contratto, non si fa alcun riferimento all’autonomia gestionale e tributaria da assicurare a città e comuni come unico strumento capace:
1) di legare la responsabilità degli amministratori locali ai cittadini residenti – finanziando le proprie spese con le imposte raccolte dai residenti
2) di compensare la riduzione dei trasferimenti statali che deresponsabilizzano le amministrazioni locali
+Europa chiede che i comuni e le città si reggano essenzialmente con la propria finanza – al netto dei giusti fondi di perequazione rispetto alle aree svantaggiate del Paese e senza maggiori carichi fiscali per i contribuenti – finanziando dunque le proprie spese con le imposte raccolte dai residenti che in questo modo si troveranno nella condizione di poter valutare pienamente l’operato dell’amministrazione comunale. L’esperienza del nostro Paese ha dimostrato pienamente che la mancata corrispondenza tra responsabilità della spesa e responsabilità del suo finanziamento ha condotto a eccessi di spesa e sprechi.
La Costituzione – dal 2001, anno della riforma del titolo V – prevede anche per comuni e città metropolitane una “autonomia finanziaria di entrata e di spesa”, un’autonomia rimasta però sulla Carta, quella Carta così richiamata in continuazione da chi ha governato fino a ieri e dal M5S che governa oggi. La nuova Lega centralista e nazionalista che dice? Un generico riferimento nella nota di aggiornamento al DEF riporta l’intenzione del Governo di revisionare l’ordinamento degli Enti Locali in armonia con la riforma del Titolo V, ci auguriamo si tratti di un sussulto federalista, in rottura con proclami neocentralisti-nazionalisti.
Stiamo assistendo da anni a una nuova espansione di trasferimenti e di forme di entrata direttamente regolate a livello centrale. Oggi anche i tributi propri vengono regolati per via legislativa statale con spazi di gestione comunale strettissimi. E’ grave impedire ai comuni di utilizzare la leva fiscale per aumentare le risorse a propria disposizione e quindi offrire maggiori o migliori servizi ai propri cittadini.
Chiediamo, dunque, come +Europa, un’unità federale europea delle città, delle Regioni e degli Stati per disinnescare nazionalismi, rivendicazioni identitarie e l’impotente politica del proprio “giardino”.

 

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