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La ruspa giallo-verde sui diritti umani

di Carmelo Palma

Con l’elezione della senatrice leghista Pucciarelli, preferita a Emma Bonino per la Presidenza della Commissione diritti umani del Senato, Palazzo Madama ha perso un’occasione e dato una dimostrazione precisa del profilo politico-ideale della maggioranza giallo-verde.

La neo-Presidente ha sul tema un invidiabile curriculum di posizioni xenofobe, peraltro comuni a quelle del suo partito, e due momenti di importante celebrità: quando un anno fa mise un like, poi rinnegato, a un post Facebook che invocava i “forni” per i migranti e, pochi giorni fa, quando ha applaudito all’arrivo delle ruspe in un campo rom, in nome dei diritti dei bambini.

Proprio ora che la ruspa di Salvini passa anche sulla cultura dei diritti umani, è il caso di riaffermare una verità a tal punto travisata da apparire di fatto incomprensibile.

I diritti umani non sono un lusso o un valore politicamente voluttuario, che può essere sacrificato per far fronte a una qualunque emergenza. Sono un indice di salute civile, sono il termometro che misura la febbre politica di un Paese o di una società. Sono un “bene” strettamente correlato ad altri “beni”, anche economici. Gli Stati che violano e sacrificano i diritti umani o, come sempre più spesso accade in Occidente, ne distorcono e sviliscono il significato, sono quelli meno capaci di garantire la crescita economica, il benessere diffuso, il sostegno ai bisognosi, la sostenibilità ambientale, la giustizia imparziale… Dove non esistono diritti umani, non esistono libertà civili, economiche, religiose. Dove la legge, anche quella “democratica” pretende di decretare che i diritti umani – che non sono un concetto fumoso, ma hanno una precisa codificazione giuridica – sono sospesi o aboliti per ragioni di forza maggiore (quelli dei migranti per “l’emergenza invasione”, quella degli imputati per “l’emergenza criminalità”, quella delle minoranze religiose per “l’emergenza identità”…), lo Stato, qualunque Stato, inizia a diventare un regime.

Visto che a Palazzo Madama la persona che meglio conserva la consapevolezza di questa verità ormai impronunciabile è Emma Bonino, è logico che non solo la Lega ma anche il M5S le abbiano preferito una senatrice che pensa che i diritti umani siano un’ideologia pericolosa. Perché, in fondo, è vero che lo sono: sono pericolosi per chi, come loro, ha un’idea totalitaria della società, della politica e del potere dello Stato.

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