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Francia e Italia: dall’Ue due pesi e due misure? L’ennesima fake news

di Piercamillo Falasca

Perché la Francia può sforare il 3% di deficit/Pil per il 2019 e l’Italia no? Non perché Pierre Moscovici sia francese o perché la Commissione Europea faccia favoritismi, come qualcuno in Italia vuol far credere con la solita dose di complottismo, lamentazioni e fake news.

La differenza sta nelle diverse condizioni economiche e strutturali dei due Paesi. La Francia ha un debito al 97 per cento del Pil, l’Italia al 130 per cento. La Francia ha un “deficit strutturale” inferiore a quello italiano, cioè un deficit aggiustato per il ciclo economico, al netto delle misure “una tantum”, più basso di quello del nostro Paese. La Francia non è finanziariamente sana, ma l’Italia lo è purtroppo ancora meno.

C’è poi da aggiungere un elemento: la regola del 3% non è assoluta. Era uno dei criteri del Trattato di Maastricht, ma nel corso degli anni i criteri di stabilità finanziaria dei paesi dell’area euro sono diventati più dettagliati, tanto che oggi ogni paese discute con la Commissione europea e accetta un piano di condizioni e impegni sulla base delle sue esigenze specifiche e della sua condizione economica.

Oltre le regole europee, c’è poi una regola chiamata “realtà”. Un paese troppo indebitato fa ancora più fatica a contrarre altro debito, a convincere i potenziali investitori a comprare i suoi titoli di Stato. Oggi lo spread italiano è superiore a quello francese perché l’Italia è purtroppo considerata meno credibile come debitore. Dunque non possiamo paragonarci alla Francia, che pure ha i suoi problemi (per chi vuole approfondire, suggeriamo questo articolo dettagliato di Strade).

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