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Della Vedova all’AGI: Alleanze non scontate. +Europa pronta ad andare da sola

(AGI) – Roma, 23 feb. – Creare un soggetto forte, aperto e inclusivo fuori dal perimetro del centrodestra sovranista e populista e dal perimetro del centrosinistra ancora alla ricerca di una identità. Per il segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova, la ragione ispiratrice della ‘sua’ creatura è oggi quanto mai valida. Lo dimostra il seguito che sta avendo il manifesto di Carlo Calenda, Siamo Europei sul quale, tuttavia, Della Vedova tiene a precisare: “Se uno fa una cosa con il Pd, fa una cosa del Pd”. Per il resto, Della vedova si dice “d’accordo al 90% con l’iniziativa di Calenda, lo dice uno che più di due anni fa ha fatto Forza Europa: è ineccepibile per il 90 per cento, è un testo in cui mi riconosco. Differenze ci possono essere, ma il manifesto di Calenda, la sua qualità, non sono in discussione”. I due, Della Vedova e Calenda, si sono anche incontrati e l’ex ministro dello Sviluppo Economico “durante la campagna elettorale, è stato molto generoso con +Europa: è venuto al nostro congresso a Milano. Non ci divide l’idea liberaldemocratica di una Italia protagonista in Europa e non antagonista piagnona”, ma “lo schema di gioco che lui propone perché lega tutto a quello che deciderà il Pd”. In ogni caso, aggiunge Della Vedova, “avremo modo dopo il congresso del Pd di riparlarne. Il nostro obiettivo, l’obiettivo di più Europa, è dare forza a una iniziativa politica distinta dal Pd. Se uno fa una cosa con il Pd fa una cosa del Pd. Al nostro congresso questa cosa era chiara, la nostra scommessa – ed è scommessa vera – è quella di costruire un soggetto distinto dal Pd, europeista e riformatore”. Oltre alla necessità di dare vita a un soggetto fieramente europeista distinto dal Partito Democratico, Della Vedova avanza una seconda perplessità sull’operazione in corso nel Pd: “La domanda da porsi è: mettendo tanti soggetti insieme aumenti i voti oppure no? Il nostro obiettivo è superare il 4%, ma bisogna chiedersi se mettere insieme elettorati diversi produca risultati oppure no. Calenda è comunque una persona di valore, il tema è il Pd, ma la nostra direzione di marcia è quella di costruire una offerta politica chiara”. Intanto, +Europa ha fatto chiarezza lì dove altri stanno cercando ancora risposta: la collocazione all’interno della famiglia europea. “Noi siamo entrati nell’Alde 15 giorni fa a Berlino. Mentre i socialisti fanno i socialisti e i popolari litigano se tenersi Orban – e qui l’ambiguità di Tajani è massima visto che stanno al governo nelle regioni con populisti e sovranisti e vorrebbero starci anche in Europa – la nostra linea di marcia è andare ad elezioni europee con una proposta che scommetta su una categoria nuova, la società aperta difesa dalla liberaldemocrazia, avendo in mente un’Italia migliore. Le sfide sono nell’interesse degli italiani, per essere protagonisti in Europa. Una linea che si contrappone con quella del governo che attacca l’Unione Europea”. Per quello che riguarda i temi, Della Vedova cita “ambiente, difesa, immigrazione, competitività industriale, difesa dei trattati commerciali, e un occhio attento a rappresentare una alternativa per gli elettori che in passato hanno votato centrodestra, ma che non si riconoscono nel salvinismo. Elettori che in passato si definivano di centro, che hanno a cuore l’Europa e hanno l’Europa nel cuore. Quelli che vogliono fare la Tav perchè pensano che un treno che unisce Madrid a Budapest passando per Milano è un vantaggio per l’Italia o che difendono il Ceta e i grandi accordi commerciali, che vogliono un esercito vero europeo pur dentro la Nato. Perchè la Russia è ai nostri confini. E’ bene che facciamo un esercito comune”. E qui entrano in gioco le alleanze interne, meno facili da stringere. All’ultima assemblea di +Europa è infatti passata una mozione che impegna il segretario a valutare accordi con Verdi e Italia in Comune. Problema: i Verdi guardano a Sinistra Italiana e hanno un approccio più cauto su temi come il Ceta e la Tav. “Con i Verdi e con Italia in Comune abbiamo un confronto aperto, leale, ma dall’esito tutt’altro che scontato”, spiega della Vedova: “Oggi ho visto che i Verdi hanno considerato come interlocutori del loro progetto anche forze più a sinistra, come Sinistra Italiana. Con tutta la simpatia personale che posso avere per molti esponenti, sono interlocuzioni fuori dall’orizzonte di +Europa. C’è un confronto con Verdi e Pizzarotti perchè c’è una condivisione sui temi dell’Europeismo e del federalismo europeo. Anche sull’importanza complessiva del tema ambientale, sia per quanto riguarda i cambiamenti climatici che l’economia circolare. Il tema sarà vedere se su questo sarà possibile costruire una alleanza politica. Perchè il giudizio sulla Tav, ad esempio, ci vede su posizioni opposte. Io penso che la Tav vada fatta punto e basta, perchè è un’opera internazionale già cominciata. Mi preoccupo dei soldi che verrebbero buttati, parliamo di alcuni miliardi, non di qualche decina”. Idem sui trattati commerciali internazionali: “Per noi sono temi di un Paese che vuole crescere ed esportare. L’export è decisivo per noi, anche se non esaustivo. Il confronto l’abbiamo aperto, sarà serio e leale, ci sono differenze su questo, magari anche sugli Ogm. Ci sono poi i cartelli elettorali, i Verdi sono in una fase di ripresa a livello europeo ma i cartelli elettorali sono sempre belle bestie da domare. Dobbiamo stare attenti che nelle alleanze elettorali non sbiadiscano tutti i messaggi”, avverte il leader di +Europa. Un po’ diversa è la situazione con Pizzarotti e Italia in Comune: “Sui grandi temi, a partire dalla Tav, c’è una posizione comune e molto più pragmatica”. Nel frattempo, c’è da portare avanti il lavoro di opposizione al governo: “Stiamo facendo molte iniziative. Per inizio marzo ci mobiliteremo in difesa della libertà di impresa nel commercio, contro questa iniziativa del governo sulla obbligatorietà delle chiusure domenicali che rischia di essere solo un favore alle grandi piattaforme online”, spiega ancora Della Vedova; “I centri commerciali sono una cosa super democratica dove ci vanno tutti e soprattutto le famiglie dove entrambi i genitori lavorano e ti consentono di andare a fare la spesa e avere prezzi migliori spesso. La trovo una cosa totalmente insensata. Certo, bisogna fare dei controlli perchè le persone che lavorano di domenica siano premiate non penalizzate. Consumi e investimenti interni sono bloccati e loro pensano di varare una legge contro il commercio. Mi sembra una delle ragioni per cui siamo in recessione. Noi faremo una iniziativa con una raccolta di firme su questo”. Su questo, c’è stata la valutazione di Fitch che ha fatto esultare la maggioranza di governo: “Sono felicissimo per lo scampato pericolo, perchè come sanno di un gradino avrebbe aperto una voragine. Dopo di che tutto c’è tranne che festeggiare, è infantile, è il ballo del Titanic. Se uno festeggia è perchè non vede l’Iceberg. Fitch dice che sarà un anno difficile e che il 2020 sarà orribile”. (AGI)

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