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Il nuovo Parlamento Ue approva la sua prima risoluzione sui diritti Lgbti

di Yuri Guaiana

PiùEuropa plaude alla prima risoluzione del Parlamento Europeo sui diritti LGBTI della nona legislatura

Mercoledì il Parlamento europeo ha infatti adottato la prima risoluzione della legislatura dedicata ai diritti LGBTI con 436 voti favorevoli, 107 contrari e 105 astensioni.

La risoluzione identifica una preoccupante tendenza verso un crescente numero di attacchi contro le persone Lgbti nell’Ue e chiede alla Commissione di condannare questi atti di violenza e discriminazione.

Secondo Arcigay, in Italia, le segnalazioni di aggressioni violente contro le persone LGBTI sono aumentate del 57% tra maggio 2018 e maggio 2019

La risoluzione fa eco alla richiesta di varie associazioni LGBTI europee alla Commissione di adottare una strategia europea sui diritti umani delle persone LGBTI e chiede anche un meccanismo comunitario globale, permanente e obiettivo sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, come chiediamo anche noi di Più Europa sostenendo l’iniziativa dei cittadini europei sul rispetto dello stato di diritto nell’Unione europea: https://www.formyrights.eu.

Un focus particolare è naturalmente dato alla Polonia dove si registra la situazione più grave per le persone LGBTI all’interno dell’UE. Il Parlamento Europeo condanna gli oltre 80 comuni si sono auto-dichiarati “zona deLGBTizzata» e chiede la revoca delle risoluzioni che attaccano i diritti delle persone Lgbti, compresi le delibere municipale contro l'”ideologia LGBT”, in conformità con il diritto nazionale, nonché con gli obblighi derivanti dal diritto comunitario e internazionale.

Come ha dichiarato Terry Reintke, co-presidente dell’Intergruppo LGBTI al Parlamento Europeo, «Con questa prima risoluzione sui diritti LGBTI, il Parlamento europeo segna la direzione verso cui la nuova legislatura deve andare: rispettare i diritti fondamentali e lottare contro la discriminazione nei confronti delle persone LGBTI, come sancito dai trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali».

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