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No alla chiusura di Rai Storia

Di Stefano Rolando

Da due giorni giornali ed esponenti parlamentari riferiscono l’intenzione dell’a.d. della Rai Fabrizio Salini – nell’ormai generalizzato silenzio del presidente leghista Marcello Foa – di procedere al dimezzamento di Rai Storia (canale 54, dedicato all’approfondimento storico) e di Rai 5 (canale 23, dedicato agli spettacoli dal vivo, teatro, documentari di arte) per accorparli in un’unica ridotta offerta proprio nel momento in cui la crisi del settore cultura-spettacolo-istruzione dovrebbe indurre il servizio pubblico radiotelevisivo al potenziamento dello spazio culturale per utilizzare non solo repertorio ma anche produzione e post-produzione che aiutino ambiti culturali e creativi bloccati.

Ancora più grave è l’argomentazione addotta, cioè la riduzione delle entrate pubblicitarie della Rai in questa fase, come se da esse e non invece dai due miliardi di finanziamento pubblico dovessero dipendere le linee di prodotto al servizio della cultura e del diretto incoraggiamento agli spazi di formazione critica fondati sulla storia e sul dibattito pubblico.
Anche Rai Sport sembra essere destinata alla stessa sorte.
Chiediamo immediata chiarezza su questa inspiegabile scelta, occasione per porre alla Rai il più generale quesito di una riorganizzazione del palinsesto complessivo al servizio di un ampio e deciso sostegno ai settori strategici della cultura che stanno attraversando evidenti sofferenze.

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