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Una Conferenza per rinnovare l’Europa

di Anita Bernacchia, Renata Schiavone, Francesco Franco, Diana Severati
(Gruppo +Europa Bruxelles “In Europa”)

Le ultime elezioni europee, con la loro alta partecipazione, hanno fatto emergere la forte volontà dei cittadini europei di avere un ruolo più attivo nella costruzione del loro avvenire.
Milioni di persone, e con loro tantissimi giovani, hanno detto forte e chiaro che il progetto europeo ha bisogno di ripartire.
L’intenzione di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, di avviare una Conferenza sul futuro dell’Europa raccoglie questo desiderio e vi imprime uno slancio nuovo. La Conferenza sarà un grande confronto democratico tra “i cittadini (compresi i giovani, cui andrebbe attribuito un ruolo importante), la societa? civile e le istituzioni europee in qualita? di partner paritari”.
Sono le parole del Capo di Stato potenziale della comune patria Europa, quella a cui noi di +Europa, insieme a tutti i liberaldemocratici, riformisti e federalisti, tendiamo e giorno dopo giorno ci sforziamo di costruire.

L’emergenza del Covid è una sfida senza precedenti che le città, i villaggi e le regioni d’Europa stanno affrontando in prima linea, insieme alle istituzioni europee. Come ribadito dal Capo dell’Esecutivo europeo nel discorso sullo stato dell’Unione, oggi è importante identificare la questione sanitaria quale elemento essenziale da affrontare nella Conferenza.

I lavori della Conferenza, che dovevano cominciare il 9 maggio 2020, tardano ad iniziare a causa dello stallo nelle trattative tra le tre istituzioni (Commissione, Consiglio e Parlamento) sulla Dichiarazione congiunta che ne definirà struttura, portata e tempi.
Tra i nodi da sciogliere, le ambizioni diverse delle tre istituzioni e a chi essa debba rispondere, se al Parlamento o al Consiglio. Ma soprattutto la leadership della Conferenza, per la quale il Parlamento aveva proposto il liberale Guy Verhofstadt, mai confermato e bloccato dal Consiglio. Tra i nomi che, di recente, hanno preso a circolare come possibili proposte per la presidenza della Conferenza, non possiamo non citare la “nostra” Emma Bonino.

Noi attivisti di +Europa Bruxelles seguiamo sin dal principio il dibattito attorno a questo evento e ne riconosciamo l’importanza e le potenzialità. Per questo abbiamo avviato un gruppo di lavoro dedicato alla Conferenza. Per un partito che ha l’Europa nel suo DNA, essa può essere un momento privilegiato di approfondimento dell’identità europea, italiana, ma anche di quella propria.
E ci aspettiamo che +Europa sia il partito che parlerà all’Italia della Conferenza sul futuro dell’Europa, suscitando un ampio dibattito nazionale, cercando di indirizzarlo e di presentare proposte.

Quali temi dovrà fare propri la Conferenza?
In un’Europa che dovrebbe migliorare la comunicazione con i suoi cittadini, e che fa ancora ricorso al metodo intergovernativo in settori fondamentali come la politica estera, le questioni da riformare sono molte. Pensiamo, oltre alla sanità europea, alla capacità fiscale europea, all’aggiornamento della Carta dei diritti fondamentali (prima parte ideale di una futura Costituzione europea), al diritto al digitale come diritto umano, al rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo, alle liste transnazionali (tratto identitario della nostra famiglia europea, ALDE), alla transizione ecologica e ambientale, alla riforma dei trattati. E al centro, la questione dei giovani.

Ma per ora non è necessario definire i limiti della Conferenza: è necessario lanciarla!
Per questo chiediamo che i lavori della Conferenza siano avviati il prima possibile, comunque non oltre la conclusione del semestre di presidenza tedesca dell’UE.

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