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Serietà e programmazione del futuro: è questo che serve davvero alle imprese

Di Annalisa Nalin

Zaia: “una stagione senza sci sarebbe un suicidio”. A lui si sono accodati gli altri Presidenti delle Regioni Alpine, mentre in Italia si è scavalcato il drammatico numero delle 50.000 vittime per Covid.

Eh no! Questa volta no alla demagogia facile nella gara per accaparrarsi il consenso. Questa volta si gestisca il binomio “salute ed economia” con serietà. Le imprese, i liberi professionisti, le partite IVA hanno bisogno ora – hic et nunc – di un piano autorevole per riprogrammare la ripresa del sistema Italia. Questa è in primis di responsabilità del Governo di Conte da cui servono risposte concrete e immediate e non dichiarazioni di intenti. Alle categorie colpite vanno ora assicurati immediati ristori (non mance) per chiusure o forti limitazioni delle attività perché non si può ripetere il modello delle discoteche di agosto con gli assembramenti agli impianti, nei rifugi e ai cocktail dell’après-sky. Lo sport è attività benefica per la salute, ma purtroppo gli aspetti ludici e sociali legati alla stagione invernale sono difficilmente separabili e “contenibili”.

La “follia estiva” ha avuto ripercussioni pesantissime su migliaia di altre attività economiche che avrebbero potuto e dovuto, invece, continuare o riprendere a operare in modo virtuoso come in molti avevano già iniziato a fare. Facciamo lavorare l’Italia senza cedere alle pressioni – seppure comprensibili – di alcuni settori e di alcuni rampanti Presidenti di Regione abituati a cavalcare lo scontento e il senso di frustrazione.

Se si può riaprire qualcosa cominciamo dalle scuole per non spegnere il futuro dei nostri giovani e supportare le famiglie, garantiamo che le filiere possano produrre nel rispetto delle misure di sicurezza, senza provocare assembramenti e tornando a creare valore e PIL per l’intero sistema Italia. Sosteniamo tutto questo con dati scientifici basati su tamponi e tracciamenti affidabili.

La partita non si gioca per il premio a chi è più accondiscendente a questa o quella categoria. La partita si gioca sostenendo tutte le imprese con serietà, con provvedimenti che permettano di traghettare dalla fase dell’emergenza a quella fondamentale della ripresa. Per farlo serve offrire alle aziende – piccole medie e grandi -, ai professionisti e agli esercenti del nostro Paese sostegno economico, chiarezza nelle procedure da applicare per tutelare la salute dei dipendenti e dei loro clienti, un consistente allentamento della pressione fiscale ma anche flessibilità del lavoro, supporto per investimenti nel digitale e nella formazione per la riqualificazione del personale, non solo nelle aree montane ma nell’Italia intera.

Ma innanzitutto serve una forte opera di programmazione del futuro attivando ogni possibile fondo europeo a disposizione dell’Italia, sia esso a tutela della salute, come il MES, o a sostegno dell’economia, come il Next Generation Eu (Recovery Fund). Non sfruttare o non saper sfruttare queste risorse è il più grave danno economico, sociale e culturale verso l’Italia produttiva e gli italiani tutti.

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