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Zaia, l’autonomia e la zona “arancione minus”

di Annalisa Nalin* e Corrado Cortese**

Adesso che il governo ha stabilito la zona rossa per le feste del periodo natalizio, alleviata in arancione per i giorni feriali di mezzo, l’ordinanza di Zaia con la sua zona “arancione minus” si rivela ancora di più inadeguata e annacquata. Ovviamente non è coordinata con la linea nazionale, ma quel che è peggio si rivela fonte di confusione per gestire l’emergenza in Veneto, divenuto maglia nera in Italia oramai da settimane.

Ci sono i fatti, ovvero i numeri drammatici, che vengono dagli ospedali veneti e dai risultati dei tamponi. C’è la propaganda, che viene dalle conferenze stampa e dalle ordinanze di Zaia.

“Nelle nostra regione il numero dei morti è triplicato rispetto alla prima ondata della pandemia. Gli ospedali si sono attrezzati con celle frigorifere per stivare le salme. Mentre in Lombardia il numero dei contagi scende, in Veneto sale vertiginosamente – dichiara Anna Lisa Nalin, della Segreteria nazionale di  +Europa  -. Di fronte a questo, Zaia non trova di meglio che produrre un’ordinanza “arancione minus”: una presa in giro, visto che oltre a stabilire nuovi orari insensati, di fatto lascia la libertà di spostarsi tra comuni per una serie infinita di eccezioni senza il rigore e l’obiettivo di una zona rossa dello stop alla trasmissione dei contagi”.

Zaia per ottenere che il Veneto restasse regione gialla, con tutte le aperture possibili, ha fatto carte false. Si è districato tra numero di tamponi rapidi e molecolari confondendo tutti, a partire da se stesso. Ha indicato disponibilità di terapie intensive che ora scopriamo essere solo sulla carta (a parole 1000 ma secondo i dati apparsi sui giornali le effettive sarebbero solo 587). “Ora che i veneti stanno pagando un prezzo troppo alto per tutto questo e che gli ospedali sono prossimi al collasso, ancora una volta Il Presidente  “ha finto” di prendere decisioni immediate ed incisive, inventandosi una sorta di regione arancione alleggerita,  senza alcun effetto reale e senza assumersi responsabilità, senza esercitare la sua leadership e la-da lui- tanto invocata autonomia. Ha, invece, rimandato tutto al Governo, che ora è intervenuto, anche se con ritardo – continua Corrado Cortese, Portavoce +Europa Veneto -. Se questa è la l’ idea di autonomia di Zaia, questo non va a tutela né della salute pubblica né dell’economia”.

 

 

*Segreteria +Europa

** Portavoce +Europa Veneto

 

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