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Le nostre proposte per riaprire la scuola: 2. Didattica mista integrata

di Luca Monti

+Europa chiede che la scuola riapra in SICUREZZA il 7 gennaio. Per farlo propone 10 punti:

SECONDO: DIDATTICA MISTA INTEGRATA per consentire il collegamento degli studenti assenti per motivi di salute o di carenza di trasporto e dotando le scuole e gli studenti di tutti gli strumenti necessari.

 

Il rientro a scuola non al 100% in presenza richiede l’organizzazione di turni da parte delle scuole. Questa misura si accoppia con il primo punto relativo agli ingressi scaglionati.

C’è molto dibattito sullo strumento della didattica online con una netta prevalenza delle critiche negative. Eppure la didattica a distanza è stata una soluzione che ha permesso di continuare a fare scuola e garantire sicurezza. In molte situazioni la didattica online sarà ancora necessaria: per ridurre il numero dei ragazzi sui mezzi, per continuare le attività con gli studenti in quarantena.

Questa modalità rimarrà come utile risorsa al di là dell’emergenza per quelle situazioni dove una malattia o altri impedimenti non consentiranno a qualcuno di poter frequentare la scuola.

Le risorse messe a disposizione dalle scuole in futuro dovranno considerare la necessità di dotare le scuole di aule adatte e con gli strumenti per una didattica mista, partendo da questa riapertura di gennaio.

Fare didattica con questi strumenti richiede un adeguamento del metodo di insegnamento che apre più possibilità e può aumentare l’efficacia del loro utilizzo. Per questo è necessario investire nello sviluppo di metodologie e nella formazione degli insegnanti (come vedremo in un altro punto).

La didattica a distanza non è un metodo di insegnamento, ha bisogno di metodi ed è aperta ad accogliere tante modalità e metodologie meglio di quanto non si possa fare in presenza.

Il mondo di internet è quello nel quale le future generazioni opereranno e quindi questa frequentazione di strumenti e modalità di conoscere e apprendere sono di grande utilità.

Pensiamo per esempio all’affinità tra la didattica a distanza e l’utilizzo di strumenti per lo smart working che si stima che sarà applicato parzialmente anche dopo la pandemia.

 

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