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311 giorni con le scuole chiuse, e senza pensare a come riaprirle davvero

Di Elena Buratti

Sono passati esattamente 311 giorni dalla chiusura delle scuole italiane.

In questo lasso di tempo sono successe parecchie cose in Italia, in Europa e nel mondo, dall’elezione del presidente Usa alla creazione del vaccino contro il Covid, passando per la Brexit e la seconda ondata della pandemia che si è abbattuta praticamente su tutto il globo.

Tuttavia, in questi 311 giorni, l’Italia non è riuscita né a dare informazioni precise a studenti, famiglie e docenti sulla riapertura nemmeno a 4 giorni dal fatidico 7 gennaio (giornata di rientro dalla pausa natalizia), ma nemmeno a preparare un piano che consenta, quando sarà, di riaprire in sicurezza.

Ogni giorno il governo promette che “domani riapriranno le scuole”, eppure servirebbe un piano adeguato per i trasporti, la cui situazione resta, di fatto, a quella che avevamo il  23 febbraio 2020.

Noi di Più Europa abbiamo lanciato una serie di proposte per riaprire presto e bene.

E il fatto che la scuola sia addirittura dietro a palestre e impianti sciistici in quanto a priorità, conferma il problema cronico del nostro Paese: l’istruzione importa poco. Siamo un paese di procrastinatori seriali, pensando che se una questione viene accantonata si risolve da sola o finisce nel dimenticatoio.

Ma sulla scuola si gioca il futuro dell’Italia e delle nuove generazioni: già gravate dall’enorme debito economico e dai danni della crisi ambientale, soffriranno anche di un enorme deficit culturale e formativo che nessuno mai potrà colmare nei prossimi anni.

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