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Altri 15 giorni di detenzione per Patrick. Ora basta

Di Elena Buratti

Patrick Zaki non è solo uno studente egiziano, è anche un cittadino onorario di Bologna, ingiustamente in detenzione preventiva in Egitto dal 7 febbraio 2020.

Dopo mille posticipazioni, finalmente a luglio 2020, si sono svolte le prime due udienze e, durante la terza, il 26 settembre 2020 il tribunale ha deciso un altro rinvio. Il 7 dicembre 2020, data della quarta udienza, viene annunciato dal tribunale del Cairo una proroga di altri 45 giorni di custodia cautelare. Ieri, il tribunale ha deciso per un’ulteriore proroga di 15 giorni. Ormai, Patrick è detenuto nel carcere del Cairo da quasi un anno.

Chiediamo che il nostro Ministro degli esteri e il personale diplomatico italiano si impegnino per la scarcerazione dello studente accusato ingiustamente di istigazione al terrorismo, la cui unica prova in mano alle autorità egiziane sono 10 post su Facebook, che peraltro Patrick sostiene essere falsi. Il Ministro degli esteri dovrebbe essere accanto alla famiglia di Patrick, e impegnarsi perché anche lui non diventi il secondo studente vittima di violenze e torture arbitrarie di un sistema che non riconosce l’esistenza dei diritti umani. Ma soprattutto il Ministro degli esteri dovrebbe evitare che quello di Patrick diventi un secondo caso Regeni, di cui quasi tutti sembrano essersi dimenticati.

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