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Forza Draghi! Noi ci siamo e siamo pronti a dare il nostro contributo

Di Paolo Costanzo, presidente +Europa Milano

La crisi economica e sociale causata dalla pandemia ha colpito il nostro Paese in un momento già caratterizzato da grande incertezza economica e politica, bassa crescita e un rapporto debito pubblico/pil appesantito da manovre di bilancio dei diversi esecutivi che si sono succeduti, dalla fine degli anni Novanta ad oggi, poco lungimiranti. Next Generation Europe, rappresenta un’occasione irripetibile per sciogliere i nodi che hanno rallentato la crescita degli ultimi due decenni. La scarsa qualità e le contraddizioni dell’esecutivo guidato da Conte, palesemente incapace di redigere un PNRR che andasse oltre le mere dichiarazioni di intenti e che prevedesse concretamente “Obiettivi, azioni esecutive e risultati attesi” erano evidenti. Non possiamo quindi che rallegrarci della decisione del Capo dello Stato di affidare a Draghi il compito di formare un nuovo Governo.

Gli strumenti e le risorse rese disponibili dall’Europa dovranno essere usate per realizzare una trasformazione profonda dell’economia italiana al fine di avviare un sentiero virtuoso di crescita e riassorbire gli enormi squilibri sociali e territoriali accumulati in decenni di inerzia, ora aggravati dalla pandemia. Si tratta di un progetto ambizioso, che non può riuscire senza una larga condivisione in Parlamento e nel Paese. Troppo spesso in passato i tentativi di riforma sono naufragati per l’incapacità di formulare programmi coerenti e di mantenere la direzione oltre la durata dei cicli politici.

Le riforme dovranno assicurare in via prioritaria finanze pubbliche sane (ovvero che assicurino quindi una crescita che renda sostenibile il debito), una maggiore efficienza della pubblica amministrazione e della giustizia, un sistema di Welfare che attenui le diseguaglianze, un sistema fiscale sano e ordinato che assicuri il principio della reale capacità contributiva, un miglior funzionamento del sistema di istruzione e del mercato del lavoro, un contesto più favorevole alle imprese e un sistema sanitario che sia adeguato alle aspettative dei cittadini.

Noi ci siamo e siamo pronti a dare il nostro contributo, consapevoli che il problema del nostro Paese non sarà l’aumento del debito ma come questo si formerà. C’è debito buono e debito cattivo, debito che si forma per assecondare interessi particolari e debito che si forma per investire sul futuro del Paese. Noi auspichiamo che il debito si formi per assicurare la crescita sostenibile, nel rispetto delle linee guida del Green New Deal elaborato dalla Commissione Europea. Forza Draghi, il Paese è con te.

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