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+Europa e l’informazione politica, la relazione sul monitoraggio della informazione

Sappiamo che l’informazione politica nelle reti radiotelevisive non risponde né a criteri di completezza, né di veridicità, né di imparzialità e tantomeno di pluralismo.

Da telespettatori sappiamo – il dato è autoevidente – della quasi totale espulsione dall’informazione politica delle iniziative e delle posizioni politiche di +Europa e della rarità della comparsa di Emma Bonino e di Benedetto Della Vedova.

Ma il furto ai danni del pubblico è anche un altro.

L’informazione lottizzata dai principali partiti, priva gli ascoltatori (non solo del punto di vista dei partiti minori o dei “nuovi entranti”, ma anche) della possibilità di formarsi liberamente un’opinione propria e il pubblico è orientato nei suoi convincimenti, da un’informazione inquinata e partigiana.

Abbiamo dunque voluto provare a “misurare” il grado di parzialità della informazione.

Una decina di attivisti di +Europa – coordinati da Marco Taradash e Simona Viola – ha deciso di “monitorare” per alcune settimane (dal 15 luglio al 15 settembre 2020), i telegiornali serali delle principali emittenti televisive.

Sono stati selezionati i principali temi politici di attualità, quelli che comportano la creazione di un fronte a favore e uno contro (come avvalersi o no del MES, essere a favore o contro politiche di aperture alla migrazione etc…) ed è stato misurato il tempo dedicato all’una e all’altra posizione politica.

Abbiamo così scoperto che ………. ma non ti vogliamo privare della sorpresa!

Clicca qui sulla Relazione del monitoraggio del centro di ascolto e vedrai come i telegiornali manipolano l’opinione pubblica.

Questa Relazione è stata consegnata al neo presidente dell’Autorità Garante delle Comunicazioni Giacomo Lasorella nel corso di un incontro con Benedetto della Vedova, Emma Bonino, Simona Viola e Carmelo Palma.

Prima di lasciarti alla lettura della Relazione un’ultima notazione: i dati di ascolto che Agcom mette a disposizione del pubblico sul proprio sito sono estremamente parziali e frammentati e si limitano a descrivere gli esiti della “spartizione lottizzata” della informazione (ovvero quanto tempo “di parola”, “di notizia” e “di antenna” è stato riservato a ciascuna forza politica). Essi tuttavia non ci dicono nulla sugli effetti manipolatori dell’informazione radiotelevisiva nella formazione dell’opinione pubblica, avuto riguardo sia ai temi trattati nei TG e nei talk show, che ai temi del tutto trascurati e cancellati da dibattito politico (il carcere, la cannabis, la giustizia, la politica economica tendente al ritorno a un ruolo attivo dello Stato, il ruolo del Parlamento di fronte alla moltiplicazione dei Dpcm etc ….); la rimozione dell’informazione non è infatti meno grave della sua manipolazione.

Ma la qualità dell’informazione politica sui media (e soprattutto sulle reti del servizio pubblico) deve poter essere verificata da tutti, e la verifica necessita di dati adeguati, completi e rappresentativi.

Occorrerà dunque ottenere che Agcom pubblichi dati più ampi ed esaurienti scaturenti dal monitoraggio delle reti, la trasparenza e completezza dei quali è indispensabile per poter esercitare un controllo democratico sulla informazione politica.

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