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Collegio elettorale pan-europeo: verso le Europee 2024

Di Giorgio La Rosa, Responsabile Estero di +Europa

Dar vita ad un collegio elettorale pan-europeo, che si estenda attraverso tutto il territorio dell’Unione Europea ed in cui un numero prestabilito di Membri del Parlamento Europeo verrebbero eletti come parte di liste elettorali transnazionali: uno studio di María Díaz Crego, del Servizio Ricerca del Parlamento Europeo.

Intro

Con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, i cittadini britannici hanno perso il diritto alla cittadinanza europea e, con esso, i loro 73 rappresentanti al Parlamento Europeo. Questi seggi rimasti vacanti hanno riacceso un vecchio dibattito in vista delle prossime elezioni europee del 2024: e se invece di distribuirli tra gli altri Stati Membri, i 73 seggi dessero vita ad un collegio elettorale pan-Europeo, che si estenda attraverso tutto il territorio dell’Unione Europea ed all’interno del quale alcuni futuri Membri del Parlamento Europeo vengano eletti come parte di liste elettorali transnazionali?

Elezioni di Serie B

Vuoi per la distanza geografica da Bruxelles, vuoi perché in questo momento storico cadono un anno dopo le elezioni politiche, vuoi perché ogni Stato Membro vota quando gli pare (chi solo la domenica, chi inizia dal giovedì, e chi vota il weekend precedente o quello successivo), le elezioni europee sono considerate, da sempre, elezioni di Serie B. I temi affrontati in campagna elettorale non sono temi europei, e i candidati non sono candidati europei: spesso, non parlano nemmeno l’inglese. Se ci mettiamo anche che l’affluenza alle europee è molto più bassa che alle politiche, appare chiaro che qualcosa va cambiato.

Pro e Contro

L’istituzione di un collegio elettorale pan-europeo rafforzerebbe la dimensione europea delle stesse elezioni europee. La presenza di liste transnazionali orienterebbe il dibattito verso tematiche europee e spingerebbe i partiti a focalizzarsi sui punti più europei dei loro programmi e sui loro rapporti con la famiglia europea di riferimento. Limiterebbe un fenomeno al quale abbiamo assistito fino alle scorse elezioni europee: la presenza alle elezioni europee di partiti che non hanno nemmeno una famiglia europea di riferimento (nel caso di specie, il MoVimento 5 Stelle). Nel complesso, ne gioverebbe la qualità della rappresentanza dei cittadini dell’UE, che si sentirebbero parte di un unico demos.

D’altro canto, è anche vero che l’istituzione di un collegio elettorale pan-europeo che elegga un numero prestabilito di Membri del Parlamento Europeo rischierebbe di generare un difetto di legittimazione all’interno del Parlamento stesso, tra membri eletti nel collegio pan-europeo e membri eletti nei collegi nazionali. Perché allora non spingersi oltre, e proporre una riforma strutturale dell’intero Parlamento Europeo che venga eletto con una legge elettorale uniforme?

Quante e quali riforme sarebbero necessarie?

La buona notizia è che istituire un collegio elettorale pan-europeo non richiederebbe la modifica dei Trattati (a meno che non si modifichi il numero dei membri del Parlamento Europeo). Una serie di modifiche sarebbe invece necessaria ad alcune fonti secondarie dell’UE. Si tratta, nello specifico, di modificare l’Atto Elettorale Europeo, ovvero la legge elettorale dell’Unione. Nel 2015 il Parlamento europeo ha avviato una riforma di tale legge e, qualche anno dopo, ha lanciato la Conferenza sul Futuro dell’Europa, una iniziativa che coinvolge i cittadini europei, chiamati a dare il loro contributo su temi di rilancio per l’UE tra cui – appunto – il futuro delle elezioni europee.

Il processo di adozione di tali modifiche presso gli ordinamenti giuridici degli Stati Membri potrebbe richiedere del tempo. E se consideriamo che, a fini di trasparenza dei processi elettorali, alcuni Stati richiedono che le modifiche alle leggi elettorali nazionali avvengano almeno un anno prima delle elezioni stesse, il legislatore europeo non ha tempo da perdere: se vogliamo un collegio elettorale pan-europeo alle prossime elezioni europee del 2024 occorre agire adesso.

Direzione: Repubblica Europea

La creazione di un collegio elettorale pan-europeo potrebbe rappresentare il primo passo verso una riforma complessiva della governance europea e del suo assetto istituzionale. Dei correttivi sono necessari per rafforzare le prerogative della cittadinanza europea, slegandola da quelle dei singoli Stati membri; affermare il potere di iniziativa legislativa del Parlamento Europeo, equiparandolo a quello dei parlamenti nazionali; istituire l’elezione diretta del Presidente della Commissione Europea; e, da ultimo ma non meno importante, ritornare sui passi di una Assemblea Costituente Europea. Come possiamo sognare una Repubblica Europea se prima non ne scriviamo la sua Costituzione?

 

 

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