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Myanmar: fermiamo questo bagno di sangue

Di Maria Saeli

Ieri in Myanmar è stata la giornata con il più alto tributo di sangue: sono stati infatti ben 38 i morti durante le manifestazioni contro la giunta militare, che fanno salire a 54 le vittime totali da quando sono iniziate le proteste contro il golpe militare.
Tra i manifestanti uccisi ieri, anche un ragazzo di 14 anni e una ragazza di 19. Una giornata che è stata già rinominata “Black Wednesday”.
Siamo ormai al 32esimo giorno di proteste in Myanmar.
32 giorni di azzeramento della democrazia.
32 giorni di violenze perpetuate dalla giunta militare nei confronti del popolo birmano.
32 giorni di voci inascoltate.
32 giorni di silenzi da parte del mondo occidentale.
Nonostante le brutali repressioni e gli oltre 1700 arresti, le proteste continuano anche oggi.
Un forte segnale della determinazione degli attivisti a cui deve corrispondere una forte azione della comunità internazionale.

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