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La nostra ora più buia

Di Anna Lisa Nalin

Ora gli italiani sono chiamati a mobilitare tutte le energie possibili. Questa è la nostra “ora più buia”. Per capire sino in fondo la portata di questa pandemia e, in particolare, di questo momento dobbiamo guardare ancora una volta ai numeri.

Il virus ha affondato il PIL dell’8,9% facendoci tornare ai livelli del 1997, un quarto di secolo fa, mentre i consumi sono caduti a picco ai livelli del 2000.
In un solo anno gli italiani in situazione di povertà assoluta sono aumentati di oltre 1 milione, ora i poveri sono 7,4 milioni, il 9,5% della popolazione contro il 7,7% del 2019.
La pandemia ha presentato il conto alle imprese: il Decreto Sostegno sta predisponendo indennizzi per circa 2,7 milioni tra aziende, professionisti e partite IVA.
Si è abbattuta senza pietà sull’occupazione femminile: 312000 nel 2020 sono le donne rimaste senza un posto di lavoro, 3 volte di più degli uomini: questo sintetizza senza mezze parole il concetto di disparità di genere in Italia.
I giovani sono rimasti incastrati ai margini tra chiusura delle scuole, mancanza di socialità, crollo dei contratti a termine (1,4 milioni in meno causa Covid) che in passato ne permetteva l’ingresso nel mondo di lavoro, mancanza di percorsi formativi e di inserimento sul mercato.
Secondo un’analisi del Cerved 115.000 aziende sarebbero ad alto rischio fallimenti (soprattutto nei settori turismo, ristorazione ed edilizia); per Bankitalia entro il 2022 il totale dei fallimenti innescati dalla crisi potrebbe abbattersi su 6500 aziende.

Ora la terza ondata ci ha colpiti con una diffusione dei contagi senza precedenti.
Ci siamo fatti trovare ancora una volta “impreparati” a causa dei ritardi accumulatisi per il piano vaccinale, la scontro estenuante tra Regioni e Stato, l’inefficienza delle operazioni sanitarie sui territori e, purtroppo, ancora diffusi comportamenti collettivi di “rimozione della gravità” della situazione, a fronte di infinita disciplina e pazienza dei più.

Nell’ora più buia per l’Inghilterra durante la seconda guerra mondiale Winston Churchill pianificò l’operazione Dynamo: andare a riprendere i 400.000 uomini intrappolati a Dunkerque. Si mobilitarono i civili per salvare il più possibile della truppa prigioniera nel nord della Francia. Nel suo primo discorso al Parlamento Churchill aveva parlato di “Sangue, fatica, lacrime e sudore”.

Nella nostra ora più buia Mario Draghi si rivolge agli italiani dicendo che “Questo non è il momento per dividerci e di riaffermare le nostre identità.”
Ora serve un’accelerazione per tornare alla normalità. “Ogni vita conta” e l’azione dell’esecutivo si concentrerà “nel tutelare la salute, sostenere chi è in difficoltà, favorire la ripresa economica ed accelerare le riforme”.

Ecco questa è la nostra Dunkerque. Ognuno di noi dovrebbe prendere la propria imbarcazione, piccola o grande che sia, e mobilitarsi per recuperare il numero maggiore possibile degli italiani prigionieri del virus ma anche della stretta economica.

Queste saranno le nostre “lacrime e sangue”, accompagnate da “fatica e sudore”. La strada ce la sta indicando Mario Draghi con il suo bagaglio di competenze e capacità.

Da cittadini, ma anche da forze politiche, davvero “responsabili” dovremmo ora seguire la rotta per combattere in ogni modo la nostra guerra contro il virus, sia sanitaria che economica.

Ora è il momento di mettere in gioco tutte le nostre energie- anche se indebolite dalla pandemia- e le nostre capacità rinunciando a divisioni e particolarismi per garantire un futuro all’Italia e alle prossime generazioni…perché questa è davvero la nostra ora più buia.

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