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Cecenia: l’Europa si muove contro la persecuzione LGBTI

di Yuri Guaiana

Alla vigilia del quarto triste anniversario, il prossimo 1 aprile, del pogrom anti-LGBTI in Cecenia, come lo ha definito il New York Times nel 2017, l’Unione Europea ha emanato delle sanzioni contro due importanti rappresentanti della Repubblica Cecena che “hanno coordinato personalmente le persecuzioni diffuse e sistematiche in Cecenia, iniziate nel 2017, contro la comunita’ Lgbti e altre persone sospettate di essere oppositori”, come si legge sulla Gazzetta ufficiale Ue.

Si tratta del capo dipartimento del ministero dell’Interno russo ad Argun, Aiub Vakhaevich Kataev, e del comandante della squadra “Terek” dell’unita’ speciale di reazione rapida e vice primo ministro della Repubblica cecena, Abuzaid Vismuradov, come riporta l’ANSA.

Dal 2017, più di 200 uomini sono stati arrestati e torturati con il sospetto di essere gay o bisessuali nella Repubblica cecena. Almeno sei uomini sono stati assassinati. A distanza di 4 anni, le persone LGBTI continuano ad essere prese di mira nella repubblica caucasica. Gli ultimi casi noti sono quelli di due giovani LGBTI sfuggiti alla tortura in Cecenia in passato, recentemente arrestati dalla polizia russa e consegnati alle autorità cecene.

Sono Ismail Isaev e Salekh Magamadov che ha compiuto rispettivamente 18 e 20 anni in carcere. Sono stati soggetti a violenze fisiche e psicologiche e costretti a confessare un reato che non hanno compiuto.

L’Unione Europea ha inviato un segnale concreto e importante a Putin e Kadirov, il leader ceceno, e deve continuare ad aumentare la pressione finché continueranno queste atroci violazioni dei diritti umani.

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