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Approvata con la sola astensione dei 5 stelle la nostra mozione next generation EU, cap sanità

Di Michele Usuelli, Niccolò Carretta (Misto-Azione) e Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti)


MOZIONE
Oggetto: avvio urgente dell’interlocuzione con il Governo in attuazione dell’ODG 1811 concernente la revisione del capitolo 6 “Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il Consiglio regionale,

PREMESSO CHE

il 15 gennaio 2021 il Governo italiano ha trasmesso al Parlamento la prima bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR), primo passo verso la compiuta definizione del Piano che dovrà essere predisposto dal nostro Paese, entro il 30 aprile, per accedere ai fondi di Next Generation EU (NGEU), il nuovo strumento dell’Unione europea per la ripresa che integra il Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027;

successivamente alla presentazione della proposta di PNRR al Parlamento, le vicende politiche hanno condotto alla formazione di un nuovo Governo che, in base alle dichiarazioni programmatiche rese dal Presidente del Consiglio Mario Draghi nell’Aula del Senato il 17 febbraio 2021, ha il compito di elaborare una proposta modificata e integrata di PNRR, da sottoporre poi al Parlamento;

il capitolo 6 del Piano è integralmente dedicato al tema “Salute” e, nonostante rappresenti uno dei capitoli più importanti del documento e contenga principi generali condivisibili, merita di essere approfondito con l’obiettivo di trasformare i principi stessi in azioni concrete legate agli effettivi bisogni di salute dei cittadini e all’integrazione tra i diversi servizi. Il capitolo 6 “Salute” è scaricabile a questo link http://www.micheleusuelli.it/wp-content/uploads/2021/04/Bozza_progetto_M6_Salute.pdf;

l’iter parlamentare della proposta di PNRR è proseguito attraverso l’esame da parte delle Commissioni di Camera e Senato che hanno elaborato alcuni contributi consistenti in osservazioni e proposte migliorative sul documento originario e sulle integrazioni fornite dal Governo Draghi;

 

CONSIDERATO CHE

le osservazioni pervenute dalla Commissione Igiene Sanità del Senato (scaricabili al link http://www.micheleusuelli.it/wp-content/uploads/2021/04/Parere_senato_Doc_XVI_5.pdf pagine da 169 a 175) appaiono poco centrate rispetto alle effettive criticità e lacune presenti nel testo, mancano di una visione complessiva e difficilmente potranno costituire la base per una revisione del piano nell’ottica evidenziata al punto precedente. Invece di concentrare l’approfondimento su come spendere i 19,7 miliardi di euro chiesti dal Governo, a partire dal documento proposto dal Ministero, la Commissione esercita il proprio parere sviluppando 20 osservazioni a tema libero, o andando fuori tema; premettendo che la dotazione economica andrebbe incrementata, i Parlamentari della commissione si esercitano nell’aggiungere ambiti di spesa, peraltro in maniera generica, anzi velleitaria. Manca del tutto una analisi di merito degli oltre 7 miliardi chiesti per potenziare la medicina territoriale: le linee guida del governo sono buone, ma migliorabili con osservazione puntuali, sfida che la Commissione non coglie. L’unico commento sulla riorganizzazione territoriale proposta, case della salute-ADI-Community Hospitals, è addirittura non comprensibile, perché non ulteriormente declinato: “i progetti previsti nel Piano, a partire dall’istituzione delle case di comunità, non prefigurano ancora un modello di medicina territoriale che possa garantire un continuum assistenziale con al centro i bisogni dei pazienti”.  Utile e meritorio cross cutting issue, tra le 20 osservazioni della Commissione, pare la sottolineatura che gli strumenti informatici debbano essere uniformati a livello nazionale, o quantomeno interconnessi: All’interno dei pii proclami del tema libero, i commissari propongono di “rivedere i piani nazionali specifici, spesso obsoleti o non rinnovati” senza tenere conto che l’ultimo piano sanitario nazionale approvato dal Parlamento e presentato dalle commissioni sanità è relativo agli anni 2006 con scadenza 2008;  In alcuni casi, inoltre, si passa in maniera stonata ma rivelatrice, dal generico al troppo particolare, come se ci fossero interessi molto specifici da difendere, non sempre basati sulla evidenza e rivelatori di una mancanza di visione complessiva: il 5G nelle ambulanze, lo screening nazionale cardiaco, l’accesso alle terapie innovative, gli screening neonatali per la diagnosi di malattie genetiche rare incluse le neuromuscolari genetiche e gli anticorpi monoclonali;

il parere  pervenuto dalla Commissione Affari sociali della Camera (scaricabile al link https://www.camera.it/leg18/824?tipo=A&anno=2021&mese=03&giorno=23&view=filtered_scheda&commissione=12#data.20210323.com12.allegati.all00020) si apre con una premessa importante: in sede di audizioni, la Corte dei Conti nel corso dell’audizione svolta nel mese di febbraio 2021 dinanzi alle Commissioni V della Camera, 5ª e 14ª del Senato con riferimento alle risorse afferenti alla Missione Sanità, rileva, in generale, come esse si concentrino principalmente sugli investimenti in conto capitale e meno sulla parte corrente per gli investimenti per il personale.  Infatti, tra i 7 miliardi chiesti a sostegno della sanità territoriale, il Governo destina il 100% delle risorse ad infrastrutture ed equipaggiamento, mancando di cogliere come le difficoltà di successo delle case della salute, ad oggi siano principalmente imputabili alle poche risorse messe a disposizione delle regioni per rendere attraente ai medici di medicina generale, il consorziarsi nelle case della salute.  Il PARERE FAVOREVOLE della commissione sanità è giustamente condizionato alla previsione di partenariati, accordi di programma e altri possibili strumenti giuridici e amministrativi con il coinvolgimento degli enti locali e degli enti del Terzo settore, a partire da una ricognizione delle analoghe strutture già esistenti sul territorio e che le Case della Comunità rappresentino l’evoluzione delle Case della salute, laddove presenti. Inoltre la commissione, aiuta il Governo tentando di definire determinati standard minimi;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

l’approvazione di un piano di attuazione del Next Generation EU che abbia l’obiettivo di risollevare in fretta il Paese dalla crisi economica nella quale è precipitato a seguito della pandemia e che sappia far fronte alle più evidenti criticità che il sistema sanitario ha evidenziato in questo anno, rappresenta la ragione fondativa più importante e maggiormente condivisa della nascita del Governo Draghi;

nonostante da più parti venga richiamata l’importanza strategica per il futuro del Paese dell’approvazione di un documento che sappia essere approfondito nell’analisi e lungimirante negli obiettivi, l’iter parlamentare del PNRR è stato fino ad ora accompagnato da un assordante di silenzio da parte di chi (Giunte e Consigli regionali, Istituzioni locali) avrebbe avuto il dovere di contribuire all’elaborazione di proposte integrative al fine di definire politiche coerenti tra le necessità dei territori e gli obiettivi generali;

anche i mass media, dopo una prima attenzione riservata al documento, o meglio, alle sue ripercussioni politiche, all’atto della presentazione da parte del precedente Governo, stanno riservando ai recenti passaggi parlamentari spazi totalmente inadeguati rispetto all’importanza del tema in discussione;

appare quindi concreto il rischio che il documento fondamentale per definire il futuro del nostro Paese venga approvato nel silenzio e nell’indifferenza generale, senza il dovuto approfondimento e soprattutto senza il necessario confronto istituzionale tra i vari livelli che dovranno poi gestire i passaggi delle auspicabili riforme, in particolare in tema sanitario;

 

CONSIDERATO INFINE CHE

il Consiglio regionale della Lombardia ha avuto il merito di rappresentare una delle poche eccezioni al silenzio che sta accompagnando la discussione sul PNRR, avendo scelto di occuparsi del tema attraverso l’approvazione di due documenti:

  • Mozione n. 459 con il quale si è impegnata la Giunta a:

? riferire nelle competenti commissioni consiliari le proposte, predisposte dalla Giunta regionale e trasmesse al Governo, finalizzate alle risorse Next Generation EU; ? ad assicurare un procedimento quanto più pubblico e trasparente nell’elaborazione di ulteriori proposte a valere sul Next Generation EU;

? continuare un dibattito pubblico, aperto alla cittadinanza e agli stakeholders, sulla definizione del piano lombardo per la gestione delle risorse Next Generation EU;

? prediligere le interlocuzioni formali con gli enti locali nell’individuazione delle opere da finanziare con le risorse Next Generation EU attraverso il ricorso alle opportune sedi istituzionali;

? collaborare con le commissioni consiliari al fine di adottare le iniziative legislative necessarie all’impiego delle risorse Next Generation EU destinate alla Lombardia, garantendo rispettivamente le prerogative del Consiglio regionale e della Giunta regionale.”.

 

  • Ordine del giorno n. 1811, concernente la revisione del capitolo 6 “Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato a larga maggioranza dal Consiglio regionale della Lombardia il 31 marzo 2021, in occasione della Sessione Europea, con il quale si è impegnata la Giunta regionale a:
  • farsi promotrice presso il Governo della necessità di porre rimedio alle principali criticità riscontrate nelle linee generali del Capitolo 6 “Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza secondo l’analisi e facendo proprie le proposte esposte in premessa;
  • avviare un’interlocuzione diretta con le istituzioni europee con l’obiettivo di aprire un canale di dialogo affinché le politiche sanitarie siano sempre più attente alle esigenze dei territori pur restando inquadrate in una cornice sovranazionale.

i tempi di approvazione del PNRR sono a questo punto particolarmente stretti (30 aprile) e impongono di accelerare al massimo le interlocuzioni e i passaggi istituzionali, onde evitare che le scadenze rappresentino l’ennesimo alibi per giustificare disinteresse e inattività;

 

IMPEGNA LA GIUNTA

ad avviare con la massima urgenza l’interlocuzione con il Governo per dar seguito a quanto deliberato con l’approvazione dell’Ordine del giorno n. 1811, così da onorare il ruolo, spesso rivendicato, di terza Camera del Paese con l’obiettivo di contribuire in maniera fattiva all’approvazione di un documento che, almeno sugli aspetti di politica sanitaria, sappia dare risposte ai bisogni dei cittadini;

a dare riscontro all’Aula consiliare, entro 10 giorni dall’approvazione del presente documento, degli esiti dell’interlocuzione avviata con il Governo e dello stato di attuazione dell’ordine del giorno n. 1811 e della mozione n.459.

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