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Lavoro: Uomini 36mila – Donne 0

Di Ilaria Donatio

Non è certo una gara a chi vince un posto di lavoro quella tra uomini e donne. Ma se lo fosse, i dati Istat ci indicano che le donne, nel solo mese di ottobre, hanno perso “36mila a zero”.

Avete capito bene: 36mila uomini in più hanno avuto in mano un contratto di lavoro a fronte di zero donne occupate aggiuntive. È solo la fotografia di un mese ma in realtà i dati generali sul lavoro sono ancora più preoccupanti: lavora “meno di una donna su due” (il 49,5%) e, su base annua, le lavoratrici in più sono 118mila mentre i nuovi lavoratori sono ben 271mila.

In più il 70% del lavoro gratuito di cura è prerogativa esclusiva delle donne. Lo chiamano anche “lavoro invisibile” e pesa enormemente sull’occupazione femminile e sul ritorno al proprio posto di lavoro delle donne che hanno dovuto rinunciare per necessità: perché madri, mogli o figlie di genitori anziani.

Finché sarà così, l’Italia resterà in fondo alla classifica europea per parità sul lavoro: ce lo dicono i dati Eige, Gender equality index.

Ma il Pnrr non destinava il 30% dei nuovi posti di lavoro alle donne? E non aveva stanziato 4,5 miliardi di euro per creare nuovi posti negli asili nido? Non basta a quanto pare. E allora, perché non procedere, finalmente, a una riforma fiscale che favorisca l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro?

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