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Bloody Sunday, 50 anni fa la tragedia. Non accada mai più

Esattamente 50 anni fa, domenica 30 gennaio 1972, si consumava a Derry, nell’Irlanda del Nord, una tragedia in cui persero la vita 13 dimostranti pacifici sotto il fuoco dei militari britannici.
Bloody Sunday è stato uno degli episodi più drammatici e simbolici del conflitto civile nell’Irlanda del Nord, un conflitto dove per decenni sono deflagrate tensioni tra la comunità protestante favorevole alla permanenza nel Regno Unito e quella cattolico-repubblicana che puntava all’unificazione irlandese.
Un passaggio storico e decisivo per la pacificazione è stato l’accordo del venerdì Santo firmato a Belfast nel 1998. La comune appartenenza di tutte le parti in causa all’Unione europea fu una spinta decisiva, insieme al sostegno americano, perchè si potesse inaugurare una stagione di pacifica convivenza e reciproca accettazione. Oggi, dopo la Brexit, la questione nord-irlandese rischia di ripresentarsi, a causa del confine che torna a separare il Regno Unito dalla Repubblica Irlandese, paese membro della Ue. Il fatto che proprio sul Protocollo dell’Irlanda del Nord – il meccanismo per evitare la riproposizione di un confine fisico tra Irlanda e Irlanda del Nord – vi siano le maggiori tensioni tra Londra e Bruxelles non è incoraggiante.
Boris Johnson ha vinto le elezioni con lo slogan Get Brexit Done, salvo poi, a Brexit fatta, constatare che le difficoltà erano ancora da affrontare. Bruxelles ha mostrato flessibilità e spirito costruttivo, ora Londra rinunci ai toni della propaganda e collabori per evitare in ogni modo che si possano ricreare incomprensioni e tensioni tra le due comunità nordirlandesi.
Mai più Bloody Sundays
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