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Il Quirinale e la coerenza di +Europa

di Benedetto Della Vedova

 

Sergio Mattarella è stato rieletto presidente della Repubblica, auguri Presidente!

A lui vogliamo rivolgere al tempo stesso il nostro più sincero ringraziamento, ma anche, in qualche modo, le nostre scuse.

Si tratta infatti di un esito che forza la volontà del Presidente stesso, e che certifica il fallimento di centrodestra e centrosinistra nel trovare un accordo in grado di superare i veti reciproci.

Con coerenza, +Europa ha sostenuto dal primo al penultimo scrutinio Marta Cartabia, prima donna Presidente della Corte Costituzionale e Ministra in carica del Governo Draghi, una personalità che sarebbe stata, ne siamo certi, un’ottima Presidente della Repubblica.

La ministra della Giustizia non è stata una candidata di “bandiera”, avendo noi talvolta idee diverse dalle sue su alcuni temi che ci stanno a cuore. Marta Cartabia è stata la candidatura che, con pragmatismo, abbiamo “offerto” sin da subito alle altre forze politiche affinché potessero convergere su un profilo di altissimo livello, attento allo Stato di diritto e al rispetto della Costituzione, essendone profonda conoscitrice.

Una candidatura che finalmente avrebbe potuto portare una donna, in virtù delle sue qualità, sul Colle più alto. Evitando il teatrino politico che puntualmente si è verificato, con il rischio di indebolire il governo e l’Italia intera in questa fase così delicata. E sottraendoci alla pantomima delle schede bianche e dei candidati “bruciati” sull’altare delle rese dei conti all’interno dei partiti e tra i partiti, che umiliano le istituzioni democratiche del nostro Paese.

Per +Europa, e per il progetto federativo con Azione di Carlo Calenda, l’elezione del presidente della Repubblica è stata una prova di coesione e serietà, avendo i nostri grandi elettori (Emma Bonino, Riccardo Magi, Matteo Richetti, Enrico Costa, Nunzio Angiola) sempre sostenuto il nome di Cartabia, a cui va il nostro ringraziamento.

A Mattarella, che +Europa e Azione hanno infine votato con convinzione, va il nostro grazie e l’augurio di buon lavoro: il senso di responsabilità e lealtà nei confronti delle istituzioni repubblicane con cui ha accettato la rielezione, la sua caratura di rigoroso garante della Costituzione italiana e di autentico europeista sarà utile al Paese e all’Europa nei tempi difficili che viviamo e che richiedono guide sicure.

Ora avanti con il governo Draghi per affrontare e cercare di domare la pandemia, contrastare la crisi energetica e l’inflazione in modo da consolidare la crescita, accelerare sulle riforme necessarie, a partire da quelle economiche, per utilizzare al meglio i fondi del Next Generation EU e confermare l’Italia protagonista nell’Unione europea.
Intanto, da subito, al lavoro per i referendum su giustizia, eutanasia e cannabis.

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