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UNA DIFESA COMUNE EUROPEA

 

L'Unione europea affronta costantemente emergenze – la destabilizzazione di aree confinanti, le pressioni migratorie, i conflitti o le aggressioni che minacciano gli Stati membri – senza alcuno strumento di sicurezza e di difesa comune. Un progetto di prevenzione dei rischi strategici, di tipo militare, ma anche, in senso lato, geopolitico, esige la costituzione di un primo nucleo di esercito europeo comune. Per questo chiediamo alle istituzioni europee di costituire un gruppo di lavoro composto da personalità competenti nel campo militare e politico, per redigere un libro bianco sulla sicurezza e la difesa dell’UE, nel quale siano analizzati i pericoli a cui l’Unione è esposta e i possibili strumenti di intervento attivabili attraverso la Cooperazione rafforzata tra Paesi membri, in base all’art. 20 del Trattato sull’Unione europea (TUE).

 

 

Il testo della petizione

Il disimpegno americano dal fronte europeo iniziato sotto l’amministrazione Obama e intensificato sotto l’amministrazione Trump, rafforza la necessità per l’Unione europea di dotarsi di credibili strumenti di difesa autonoma.

Un sistema autonomo di difesa europea è del tutto compatibile con l’appartenenza alla NATO di numerosi Stati membri; il principio della solidarietà atlantica, in ogni caso, non è più in grado di salvaguardare da solo la sicurezza europea in un quadro strategico non più dominato dalla logica dei blocchi, come durante Guerra Fredda, ma segnato, al contrario, dalla loro progressiva e problematica disintegrazione.

Si vanno consolidando alle frontiere dell’Unione regimi profondamente antiliberali, percorsi da forti sentimenti nazionalisti e da rigurgiti imperialistici.

Esistono, inoltre, forti rischi di ulteriore destabilizzazione delle regioni Maghreb-Sahel e del Medio Oriente e le importanti pressioni migratorie che possono provocare.

Come è stato dimostrato in Libia e Siria, nessun Paese membro dell’Unione europea è più in grado di condurre e concludere da solo interventi militari di media intensità.

L’esistenza di 27 eserciti e numerose industrie militari nazionali comporta considerevoli sovraccosti finanziari, oltre a significativi problemi di integrazione operativa.

Finora, le esperienze di integrazione dei corpi militari europei non sono state convincenti in ragione, principalmente, della permanenza del legame delle diverse “parti” con i rispettivi governi nazionali.

Le industrie militari nazionali costituiscono oggi uno dei principali ostacoli alla creazione di un esercito europeo.

Un progetto di esercito europeo deve essere sufficientemente ambizioso, anche in termini di bilancio, per costituire un incentivo forte al raggruppamento delle industrie militari nazionali in seno a gruppi europei.

Un progetto di integrazione europea sui temi della difesa e della sicurezza non può partire né passare dalla costituzione di un unico esercito europeo ma dall’istituzione di un primo nucleo di esercito comune e comunitario, sottoposto all’autorità delle istituzioni europee, per affrontare emergenze e contribuire, al fianco degli eserciti nazionali, alla difesa comune dell’Europa. A questo fine è istituzionalmente attivabile la procedura della Cooperazione rafforzata, come prevista all’art. 20 del Trattato sull’Unione europea (TUE).

* * *

Tutto ciò premesso, chiediamo al Parlamento europeo

• di invitare la Commissione a costituire un gruppo di lavoro composto da personalità dalle riconosciute competenze in campo militare e politico, due per ciascuna delle quattro istituzioni dell’Unione (Commissione, Consiglio europeo, Consiglio e Parlamento) e due per ciascuno Stato membro dell’Unione, pronto a impegnarsi in un progetto europeo di integrazione militare attraverso l’istituzione di un esercito comune;

• di invitare la Commissione a incaricare questo gruppo di personalità:

– di redigere un libro bianco sulla sicurezza e la difesa dell’Unione, nel quale siano analizzate tutte le minacce alle quali l’Unione europea nel suo insieme è esposta e da cui nel suo insieme deve essere in grado difendersi;

– di realizzare uno studio approfondito di fattibilità sul progetto di un esercito europeo comune e comunitario, tenendo conto dei seguenti criteri:

  1. la piena integrazione istituzionale e politica di tale esercito nelle attuali istituzioni dell’Unione; in questo quadro il Consiglio europeo dovrebbe agire come Alto Consiglio di Sicurezza dell’Unione abilitato ad autorizzare, su proposta del Presidente della Commissione, il dispiegamento dell’esercito comune;
  2. l’esclusione dell’opzione di un mero coordinamento o di una semplice integrazione funzionale di segmenti di eserciti nazionali, a vantaggio dell’opzione della creazione ex nihilo di un esercito comune europeo composto da soldati e ufficiali europei;
  3. un’ipotesi di stanziamento di bilancio pari allo 0,3% del PIL complessivo per i Paesi che partecipino a questa Cooperazione rafforzata.
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